Un Leone di Vetro e il futuro del cinema a Venezia

Quarant’anni di carriera, tra teatro e cinema. Quarant’anni di tournée, sceneggiature, grandi eventi, in cinque lingue diverse, in venticinque paesi sparsi tra i continenti. Quarant’anni a reinventarsi, aggiornarsi, studiare.

Se dovessi tirare le somme, quantificandole in numeri, non sarebbe più finita. Dovrei includere le giornate a guidare il furgone, i muscoli doloranti per il montaggio del palco, i caffè bevuti, i collaboratori e le collaboratrici, le volte che ho cambiato pettinatura, le telefonate fatte e ricevute. E ancora, i registi che ho amato, quelli con i quali ho discusso, le sceneggiature rimaneggiate a penna, tutti i film visti alla Mostra del Cinema, quelli visti in cinema stranieri, di mattina, quasi solo, in attesa di girare.

consegna del Leone di Vetro

Venerdì scorso, 11 settembre 2020, la Regione Veneto mi ha consegnato una scultura in vetro di Murano, il leone alato serenissimo, come riconoscimento alla mia carriera. Lì sul palco non sono stato a parlare di quello che ho fatto più di tanto. Mi sono ritrovato a parlare del mio sogno per il futuro: la costruzione di una Cittadella del Cinema a Marghera – o magari in Arsenale – che riunisca le maestranze e i talenti del territorio in progetti ambiziosi e continuativi.

La cultura è tutt’altro che parassitismo ai danni dell’erario. La cultura è una macchina che, mentre convoglia sogni, li trasforma in possibilità lavorative. Su un film lavorano tecnici, artigiani, organizzatori, ristoratori, trasportatori, creativi e artisti, tutti insieme, con lo stesso scopo. All’uscita di un film lavorano giornalisti, comunicatori, aziende che hanno fornito prodotti e servizi, distributori, ma dopo si muovono anche le agenzie di viaggio, i brand di moda e quindi le persone, in un circolo virtuoso.

Con la mia esperienza ormai partecipo a produzioni internazionali di prestigio, eppure, quando dei giovani mi chiedono di aiutarli – a trovare una location, un’attrice, un’idea per un cortometraggio, una sponsorizzazione per un’App sul cinema – non mi tiro mai indietro. Il cinema ha ancora tanta strada da fare e userò le mie energie perché Venezia diventi una fucina di produzione e talenti. Diversamente, non saprei come vivere.

Ciak Tumb Tumb serata futurista

Produzioni Teatrali Veneziane

con: Piergiorgio Fasolo, Pino Bella, Daniela Foà, Stefano Pagin, Alessandra Stradella

costumi di Stefano Nicolao , scene dipinte da Mario Bragato

adattamento e regia di Alessandro Bressanello    Produzioni Teatrali Veneziane

Cinema – Teatro – Intonarumori: serata futurista da Marinetti, Corra, Settimelli, Corradini, Balla, Palazzeschi e altri

Spettacolo registrato al Teatro Fondamenta Nuove di Venezia il 17/2/1995

La Guerra dei Mondi

Con: Giorgio Bertan, Alberto Fasoli, Roberto Milani, Enzo Turrin e Cesare Baroni come Orson Welles

Regia di Alessandro Bressanello Produzioni Teatrali Veneziane                                  Presentato al Teatro Fondamente Nuove di Venezia il 17 Giugno 1995

War of the Worlds (“La guerra dei mondi”) fu un celebre sceneggiato radiofonico trasmesso il 30 ottobre 1938 negli Stati Uniti dalla CBS e interpretato da Orson Welles, tratto dall’omonimo romanzo di fantascienza di Herbert George Wells. Molti radioascoltatori, malgrado gli avvisi trasmessi prima e dopo il programma, non si accorsero che si trattava di una finzione, credendo che stesse veramente avvenendo uno sbarco di extraterrestri ostili nel territorio americano. L’adattamento del romanzo, infatti, simulava un notiziario speciale che a tratti si inseriva sopra gli altri programmi del palinsesto radiofonico per fornire aggiornamenti sull’atterraggio di bellicose astronavi marziane nella località di Grovers Mill, nel New Jersey.                                            Lo spettacolo riproduce quasi fedelmente la trasmissione

 

L’Assedio della Serenissima

L’Assedio della Serenissima: Dopo il grande successo de “Il Falso Magnifico” rappresentato in tutta Europa , il Tag continuò sulla strada della ricerca ed elaborazione della Commedia dell’Arte . Lo spunto per la costruzione del canovaccio di questo spettacolo fu dato da “ Lo stato d’Assedio” di Camus, la forma scelta quella della Tragedia ridicolosa, ampiamente usata dai comici del tempo che l’alternavano con spettacoli di Commedia con le maschere tradizionali. Il Tag Teatro traeva , dal lavoro fatto sui canovacci del ‘500 e 600  (in particolare quelli di Flaminio Scala), le strutture drammaturgiche ed il modo di raccontare; lo spettacolo veniva montato utilizzando una serie di scene realizzate per essere dei “numeri” (funzionanti di per sé ) per mezzo del quali veniva fatta progredire la storia che si sviluppava nei classici intrecci della Commedia dell’Arte . La costruzione del testo era quella cara ai commedianti del tempo usi a scriversi la loro parte attingendo alle proprie conoscenze letterarie e storiche. Il lavoro si concretizzò in un canovaccio creato appositamente, con inserti di attualità filtrata attraverso vicende seicentesche e ampi margini di improvvisazione, il che permetteva di rendere lo spettacolo teatro “vivo” ed in evoluzione continua come probabilmente lo era stato ai tempi delle compagnie di Comici che percorrevano l’Europa.

Lo spettacolo debuttò durante il Carnevale di Venezia del 1984 e fu replicato per 20 volte tra Italia e Spagna.

Riprese amatoriali effettuate a Volpiano (To) il 4 Luglio 1984                                  Edizione a cura di Alessandro Bressanello Durata : 95 min.

Con EUGENIO ALLEGRI, GIORGIO BERTAN, LAURA BOATO, ALESSANDRO BRESSANELLO, ELEONORA FUSER, MONTSE GUALLAR, ADRIANO JURISSEVICH, BOBETTE LEVESQUE, ALBERTO OLIVERO, ANTONIO SERRANO.

Regia di CARLO BOSO

Pantomima: Pavel Rouba Costumi: Rosalba Magini Scene e maschere: Stefano Perocco Musiche a cura di Adriano Jurissevich  Coreografie: Nelly Quette

La Dafne

di Marco da Gagliano opera barocca del 1608

regia: Alessandro Bressanello

direzione musicale: Richard Wistreich canto Rolf Lislevand orchestra                           attori: Roberta Lena e Alessandro Bressanello                                                                   costumi:  Stefano  Nicolao                                                                                                           cantanti, musicisti e insegnanti della Hochschule fur Musik di Trossingen                  registrata a Trossingen (D) il 24 Maggio 1995

La Dafne è l’opera che rese famoso in quell’epoca Marco da Gagliano, composta sul testo di Ottavio Rinuccini, l’opera fu rappresentata la prima volta a Mantova nel gennaio 1608, con interpreti celebri, quali la giovanissima Caterina Martinelli e Francesco Rasi, e poi ripresa successivamente anche a Firenze. Gagliano si attiene al modo del recitar cantando adottato anche da Jacopo Peri, il quale in una lettera a Ferdinando Gonzaga, lodò l’opera, e ne fece anche una prefazione nelle prime pagine della composizione, ribadendo i concetti fondamentali della complessità del testo, nell’uso corretto degli abbellimenti, dell’equilibrio fra voce e strumenti, di una armonica costruzione dello spettacolo, al quale devono contribuire in pari misura musicale, testo poetico, gesto, scenografia. Nella Dafne si alternano al recitativo numerosi interventi del coro. Questa edizione è stata realizzata con studenti, insegnanti e cantanti professionisti con la regia di Alessandro Bressanello, presso la sala concerti della Hochshule fur Musik di Trossingen, rappresentata poi in una mini tournee  in Germania e Svizzera

Ti vol far el venexiano

Ti vol far el venexiano

Con l’auto blu ti rivi a Piazal Roma

dopo ti monti dentro el motoscafo

nei canali ti va in contro man

tanto i ghebi ea multa no tea dà

 

Pararia na busia – ma xe invesse verità             pope!

 

Ti vol far el venexiano venexiano venexiano

ma ti vien da Mogian

No ti parli l’itagiano

figurarse el venesiano

Ti fa solo che confusion

 

Ti va en television

e verzi qua e là

par ti xe tutto un bluff

e chi te capirà

gnanca chi te gha votà

 

Ti ne compri e mascherine mascherine mascherine

te neo disi al telephone

ma intanto ti e gha pagae

coi schei de Pantalon

ti vol far el gran signor ma qua paga Pantalon

 

Moegea de  fa er paron – qua nissuni xe cojion

 

Co l’acqua granda qua ne xe rivada

coea mimetica ti ndavi in parada

coi quatro avvoltoi vegnui da Roma

a far e bee statuine col stival

 

Pararia na busia – ma xe invesse verità             pope!

 

Ti vol far el venexiano venexiano venexiano

Ma par mi  – no ti sa gnanca nuar

piansi co ea Mara

coccodrio de Mogian

 

Cinque anni fa ti ne gha promesso

30mila novi abitanti

Adesso ti ne conti 100mila

ma contai con l’acqua del bidet…

 

Paraia na busia – ma xe cussi che i contè

 

Ti vol far el venexiano venexiano venexiano

ma no ti sa gnanca contar

Solo i schei tui xe aumentai

e noialtri qua a vardar

 

Moea tutto e torna ad arar

cossa fastu ancora qua

ti vol far el venexian

 

Bevi graspa e no el spritz

 

 

Freaks

freaks cover dvd

FREAKS Con : Giorgio Bertan, Alessandro Bressanello, Anello Capuano, Carmen Del Valle,  Peter Jordan, Rosa Morales, Patxi Santos, Anna Zaneva. Regia Carlo Boso                   Scene Emanuele Luzzati, costumi Rosalba Magini, maschere Stefano Perocco                 luci Marco Sampietro

Liberamente tratto dal racconto “Spurs” di T. Robbins e dal film omonimo di T. Browning lo spettacolo racconta un momento della vita di un Circo di provincia che si mescola con la crisi di una compagnia di Commedia dell’Arte che non ha un posto per lavorare.         Da questa unione nascono una serie di incidenti “teatrali” che danno forma ad uno spettacolo circense unico nel suo genere dove l’attore, per una volta, non potrà far uso della retorica per sopravvivere ma sarà costretto ad esibirsi in sembianze “mostruose”. Una festa del Teatro e della fantasia immersa nella magia suggerita dalle scenografie di Emanuele Luzzati nella quale il lieto fine fa si che si dimentichi ancora una volta, per un pò di tempo, la paura del mostro perverso che ognuno nasconde nel suo inconscio.        Lo spettacolo, pur ispirato da varie fonti, fu costruito in perfetto “stile Tag” con gli attori che scrissero il proprio testo , lazzi e situazioni comiche durante le prove e le improvvisazioni , modificandolo in continuazione durante le repliche.

Freaks fu coprodotto con Il Centro Drammatico di Valencia e debutto nella stessa città spagnola il 22 Febbraio 1988 ; 50 furono le repliche tra Italia, Spagna e Francia.

Riprese amatoriali effettuate al Teatro Litta di Milano il 16 Aprile 1988.                    Edizione a cura di Alessandro Bressanello – durata: 105 min.